Marketing emozionale: colpire nel segno

Il bombardamento mediatico è pesantissimo e spesso contribuisce a confondere le idee più che aiutare il consumatore nella scelta dei prodotti o servizi più adatti alle sue esigenze.

I grandi esperti di marketing e comunicazione lo sanno, e da un po’ di tempo stanno studiando le reazioni emotive dell’uomo alla ricerca di quei meccanismi che possono creare attenzione e interesse verso un fare centro con il gelatomessaggio pubblicitario, superando a volte la soglia della coscienza vigileSi è scoperto, infatti, che il cervello ha sostanzialmente due modi di ricevere e assimilare le informazioni esterne. Il primo, quello basilare, è pre-logico: non scinde la realtà letterale da quella astratta; il secondo è invece più complesso: è in grado di trasformare anche gli oggetti di uso quotidiano in qualcosa di magico e astratto.

Dagli studi di Freud in avanti siamo abituati a dividere l’attività mentale su due livelli, quello conscio e quello inconscio. Pochi sanno però che il livello conscio governa meno del 5 per cento delle capacità di memorizzazione. Il restante 95 per cento delle decisioni dipende da una serie di interazioni inconsce che la mente compie attraverso filtri e schematizzazioni mentali, che prendono in considerazione sia quelle informazioni già presenti nella memoria più profonda sia, in mancanza di dati sufficienti, i modelli cognitivi che possono essere assimilabili all’esperienza che si sta vivendo in quel dato momento.vaschetta di gelato decorata con frutta fresca

Altro dato importante è che circa il 75 per cento delle informazioni che riceviamo viene dimenticato nel giro di 24 ore, il che significa che la memoria più attiva è quella del breve periodo.

La zona del cervello deputata alla scelta delle cose da ricordare è quella dell’ippocampo che, guarda caso, è anche la sede delle nostre emozioni e dei sentimenti. Tutto ciò ci porta a pensare che l’apprendere o il dimenticare è influenzato dalle emozioni, poco importa se di carattere positivo o negativo.

I fattori emozionali sono quindi in grado d’influenzare in modo determinante la memoria: ci consentono di ricordare più facilmente un evento, distorcere un ricordo o rimuoverlo del tutto. Quindi lo stato emotivo è una condizione importantissima per fissare nella memoria un’informazione.

tratto da ‘Il Gelatiere Italiano n.3/2007’ a cura di Roberto Lobran

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