Trasparenza in gelateria

In un mondo ideale mi piacerebbe che i fornitori dei prodotti per gelateria mi indicassero chiaramente come sono composti i loro semilavorati.

Mi piacerebbe che sulle etichette ci fossero, oltre agli ingredienti, anche i valori nutrizionali e perché no, la divisione merceologica utile per bilanciarmi la ricetta. Magari con il valore PoD (potere dolcificante) e il valore PAC (potere anticongelante).

Non ci sarebbe più motivo di sospettare delle basi a 50 grammi o 100 grammi…

Una volta che il gelatiere conosce la composizione merceologica dei prodotti che utilizza è libero di costruirsi la ricetta come meglio crede e magari di semplificare le operazioni produttive con una base a media grammatura.

La competenza del gelatiere si misura dal fatto che usa i neutri puri o dal fatto che sa come utilizare qualsiasi prodotto secondo le proprie esigenze?

Ci sono sempre state due posizioni contrastanti nel mondo del gelato. Da una parte c’è chi pensa che il vero gelatiere artigiano non deve usare “semilavorati” di base, dall’altra c’è chi le usa senza preoccuparsi troppo.

Credo che ci possa essere una via di mezzo. Il gelatiere accorto e cosciente che pretende un rapporto chiaro e trasparente con il proprio fornitore di prodotti in modo da facilitare il proprio lavoro senza snaturare l’indipendenza e il valore della propria professione.

Il primo passo però deve essere fatto dalle aziende: vogliamo chiarezza e trasparenza. E’ un nostro diritto (ed un loro dovere).

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